Giuseppe Casabianca

Giuseppe Casabianca

Il Casabianca, detto “Beppino della Mea” (la madre era Bartolomea Marchi), fu eletto direttore il 15 marzo 1874 e rimase in carica per tre mandati quinquennali, cioè fino al 1889. Con lui furono eletti Benedetto Giacomelli, “Miglionaro”, capobanda, Assuero Fontanelli segretario, Agostino Lunardi, “Gostone”, cassiere, e consiglieri Luigi Leonardi “Testadilegno”, Lorenzo Domenichini, “Io Stallone”, e Pietro Fusari. Dopo il primo mandato, comparvero altri segretari (Giuseppe Ciabatti e Lorenzo Domenichini), ed altri consiglieri, Giovanni Vanni, Evogedro Parlanti e Giuseppe Casabianca, omonimo del direttore. Nel 1876 ci furono sostituzioni nell’organico della società e comparvero di nuovo Giuseppe Ciabatti, Pietro Fusari e Giovanni Vanni. Ma nuove sostituzioni si verificarono fino al 1889, quando “Beppino della Mea” dette le dimissioni per diventare sindaco.Durante i suoi mandati accaddero vari avvenimenti anche se apparentemente insignificanti: il suonatore di piatti e quello di grancassa furono esentati dal pagamento della tassa mensile di una lira come tutti gli altri bandisti. A Bolgheri accadde il pandemonio causato dal duo Vincenzo Marchi e Giovanni Vanni. Furono inoltre organizzate molte serata di ballo al teatro, con i cui introiti la banda poté acquistare nuove uniformi e strumenti. Nel 1879 la banda dette il primo benvenuto a Giosue Carducci e lo dette in una forma insolita, imprevista, suonando l’ “Inno di Garibaldi”, e l’illustre ospite sbottò: – Ma chi ve l’ha insegnato?  La Filarmonica nel 1881 lasciò la vecchia sede di Via Cavour (oggi bar) per trasferirsi nel palazzo del Plebiscito. Infine si intensificarono le trasferte nei dintorni, a Sassetta, a Cecina, e a Campiglia