Ugolino della Gherardesca

Ugolino della Gherardesca

Ugolino della Gherardesca

Era figlio di Guido Alberto, però, malgrado dure opposizioni in famiglia e offensivi dissensi della nobiltà toscana, apparteneva a quella frangia di nobiltà liberale, quasi estremista, contraria ai Lorena. Non a caso quindi fu capo della delegazione toscana che portò al re Vittorio Emanuele II i risultati del plebiscito del 1860. Concesse le preselle, i dissidi tra i castagnetani e i Gherardesca cessarono del tutto, ed in particolare i rapporti tra Ugolino, a cui competeva Castagneto, e la popolazione divennero cordiali e concilianti, tanto che, dal 14 giugno 1863 al 1867, fu presidente della stessa Filarmonica. Un presidente però stabilmente assente, per cui il consiglio della società, con Antonio Balli provveditore, Giovanni Tremarelli camarlingo, Alessandro Scalzini segretario e consiglieri Giuseppe Moschetti, Gottardo Federici, Giovanni Manetti ed Enrico Martini, dopo le sue dimissioni e la morte del direttore Luigi Merlini, deliberarono, insieme al Comune, di fare a meno del presidente e di affidarsi ad un direttore attivo e rappresentativo insieme. I buoni rapporti con i castagnetani si raffreddarono bruscamente nel 1875, quando essi, considerati i buoni rapporti con il conte Ugolino e visto il buon esito dei “livelli antichi” del 1788 e delle “preselle” del 1849, cercarono di ottenere altra terra. Questa iniziativa naufragò sul nascere per i disposti dei contratti precedenti, ma il conte Ugolino si sdegnò e non volle più avere rapporti con i castagnetani.