La grancassa

La grancassa

Un ruolo specifico in passato non esisteva, tanto che i suonatori di grancassa e di piatti non prendevano parte, almeno inizialmente, della Scuola di Musica, ed erano esonerati dal pagare la tassa di £. 1,50 stabilita per tutti gli altri soci bandisti. Comunque ci furono suonatori dediti esclusivamente alla grancassa, come Emanuele Carli, castagnetano ma domiciliato a Bolgheri,  Alfonso Merlini,  del Bambolo, e soprattutto Giuseppe Lucchesi, “Nasello”, mentre  altri lo furono occasionalmente. I musicanti trascritti in corsivo sono appunto dei “versatili”, cioè specialisti in altri strumenti,  adattatisi, per esigenze di … squadra, a suonare la grancassa in tempi in cui scarseggiavano i titolari.

Angiolo Acerbi (1831/),  Emanuele Carli (1835/1885), Otello Marchi Giuseppe Lunardi “Pego” (1899/), Alfonso Merlini (1901/1/970), Giuseppe Lucchesi  “Nasello” (1905/1988),  Ilvo Maggi  (1920/viv), Enio Manzani (1926/viv.), Mauro Fabbri (1927/viv.),  Idalio Cecchi (1940/viv.), Ilio Callaioli (1946/viv.), Monica Favilli (1962/viv), Maurizio Maggi (1979/viv.)

Tra di essi, da evidenziare le “liti” perenni tra Giuseppe Lucchesi (“Nasello”) e Cesare Favilli, (“Mezzosigaro”), suonatore di piatti. Il suonatore di piatti non leggeva la musica, ma seguiva passo passo i movimenti del mazzuolo del suonatore di grancassa.  Quel birbante di Nasello ogni tanto faceva finta di battere un colpo, subito imitato, magari nel momento meno opportuno, da Mezzosigaro. Ed era lite, sottolineata dal risolino mal trattenuto di tutti gli altri bandisti, con Nasello imperturbabile e Mezzosigaro invelenito per l’inopinata figura.

Emanuele Carli, invece, di famiglia castagnetana ma domiciliato a Bolgheri dove esercitava da fabbro, si recava da Bolgheri a Castagneto ogniqualvolta c’erano prove o concerti. Alfonso Merlini era il cassista del Bambolo, pronto a recarsi a Castagneto per esigenze di organico.